UN SOGNO:  Un volo libero, senza vento, senza ali, un volo,      si và dove le linee degli ultrasuoni corrono,    udibili e ben visibili alla mente interiore,     intelligenza di un’ anima,        di chi è quest’anima?      Di nessuno?      Un’anima non ha padroni è tale perché è lei ad essere,    il resto è solo l’abito,   un’ abito se è sporco si lava,   se è rotto si cuce,   se è marcio si rattoppa,     e quando è troppo vecchio si butta.     Noi siamo l’abito di un’anima. Quando moriremo l’ anima con tanta serenità, altro non farà che prendersi un nuovo vestito.     Non leggeremo mai fin dentro a lei,    eppure a volerlo fare con studi di grande pace,    con impegno  (la vita serve dare)  fin lì si può forse arrivare,    forse  non basta una sola vita    forse ci vogliono diverse generazioni,   forse serve  prima costruire le strade dove i nostri figli possono in pace camminare e con il  pensiero l’interno della loro anima cercare, per poi unirsi a tutte le altre anime,  non servirà più l’ugola per parlare, non servirà più l’udito per sentire, sarà solo la pura verità delle anime a parlare,  sarà la luce della conoscenza della vita.

Il tempo che strana cosa è il tempo che passa chissà cosa o chi ha inventato il tempo. Viviamo la vita solo nell’immaginazione o siamo una materia reale? Il tempo è solo una cosa che gira all’interno di un cerchio chiuso senza inizio e senza fine? Sembrerebbe proprio di si; certo che il tempo per esistere non ha necessariamente bisogno di noi esseri umani e nemmeno degli animali o vegetali a lui basterebbe solo una piccolissima particella di materia e invece si trova a possedere migliaia e migliaia di pianeti, galassie e stelle, un intero universo tutto per lui, certo che deve proprio essere molto vecchio il tempo per aver accumulato tutte queste cose e tanti tempi infiniti ancora dovrà vivere prima di esaurirsi, poveretto non vorrei proprio essere nei suoi panni. Che fortuna  ho avuto io ad essere solo un povero mortale.

Stupidata della sera

Non priva di tragica verità: il forte freno dell’uomo all’uomo nella sua crescita interiore, che è l’unica vera strada del progresso umano.

 

L’unico dubbio ch’or m’assale

è ch’el cervello poss’or non funzionare

o meglio forse dire non v’è sintonia

con la musica di questa via

uguale che dicessi che in questo mondo

o si gira in tondo

o si vola via.

Ma a che servon le morali

alle zucche senza sale?

se le fanno in brodo e poi condite

e poi pure impeperete

a colori a quadrettini

rosse gialle e coi nastrini

le usan comode a piacere

chissà poi per far che vedere?

s’el rispetto sta sul primo ramo

tutto l’albero vien su sano

se poi in quel bosco v’è qualc’uno

che di rami non ne ha nessuno

ahimè egli vien su secco

e more prima di tirar fuori il becco.

Ciò che nelle prossime righe do per certo,  in realtà sono solo ipotesi,  sono dei forse, sono dei tentativi,  per mè di cercare di comprendere qualcosa   e per chi legge di cercare di incentivarli a farsi domande e a ritrasmettere il loro pensiero, è un cercare una unione di forze per poter vedere un piccolissimo sottilissimo raggio di luce in questo buio misterioso universo in cui ci troviamo.

Non è eterno questo mondo,    non dobbiamo correre, però forse un po’ di tempo è stato perso,  o forse no     chissà,    certo è che per noi umani l’eternità finirà,   la materia non sarà più tale,    la materia si trasforma.     L’anima no       essa forse è eterna.    Un grande scoppio iniziale creò materie immense,    spazi infiniti,     energie potentissime che ancora oggi muovono miliardi di pianeti, (materia che un tempo era infuocata oggi molta di essa si è spenta come la terra su cui viviamo) .    Uno scoppio, lo sappiamo,   ha un fulcro, un centro  e dal centro parte una grande energia che spinge lontano da esso qualungue cosa,  creandosi spazio, trasformando con il calore la materia,   la nostra terra un tempo era gas, polvere, fuoco, con l’energia dello scoppio iniziale si è creata una sua forza  di gravità  raggruppandosi e spegnendosi lentamente,  (non ancora del tutto spenta, tanti vulcani ancora eruttano lava).    L’energia dello scoppio iniziale è tuttaltro che terminata,     ancora oggi tutte le galassie  i soli e i pianeti si allontanano tra di loro occupando sempre più spazio,    questa forza ha forse già iniziato a diminuire la sua potenza,    chissà,     comungue sia certamente prima o poi diminuirà fino a perdere completamente la sua forza ,       chissà forse cesserà lentamente tutta la forza gravitazionale,     forse molto lentamente tutta la materia, anche le stelle oggi infuocate si spegneranno tutto diventerà spento,    tutto sarà senza forza di gravità ed inizierà il ritorno     tutto tornerà a riunirsi assieme in un unico blocco di materia,     uno spazio che si restringerà enormemente, uno spazio super compresso,      e quando anche l’ultima piccola microcosmica particella si unirà a tutto il resto              ecco,   in quel momento in quel preciso momento avverrà un altro potentissimo scoppio,        un altro big bang    un’altra eternità,        un’altra creazione.   

-1997- Enrico Bronzetti -

Un granellino disobbediente

Personaggi: - Enrico - Tempo - Dio del movimento - Possessore di tutta la materia - Essere universalmente supremo chiamato Spazio.

pubblicato su:   http://www.pedro.it/webs/spazioautori/autori/Sa173_BRONZETTI.htm

 

Ho incontrato uno l'altro giorno e mi dice:  Ciao io sono il Tempo, lo sai che sono io il padrone di tutti e di tutto, senza di me niente esisterebbe e nessuno di voi mi potrà sfuggire, certo però, mi confidò, gli ultimi miliardi di secoli trascorsi mi hanno tirato un po' giù di forza, mi sento un po' debole specialmente poi gli ultimi trenta anni sono stati davvero tremendi; il mio diretto superiore Dio del movimento mi ha fatto correre un po' troppo, per questo per la prima volta sono andato da lui a chiedergli un periodo di riposo, gli ho fatto presente che non avevo mai preso un giorno di ferie e forse sarebbe stato proprio il caso che mi fermassi un po'; ma il Dio del movimento ha detto che il Tempo non aveva il diritto a nessun giorno di ferie essendo quello un incarico di vitale importanza per l'intero universo; mi disse però che avrebbe parlato del problema al suo superiore il Possessore di tutta la materia perché nel libro delle leggi naturali dell'universo non era previsto alcun periodo di riposo per il Tempo, non c'era alcuna citazione a riguardo. Il Tempo mi salutò e se ne tornò per la sua strada, mogio con le spalle un po' curve, aveva proprio bisogno di un po' di riposo quel povero vecchio. Intanto il Dio del movimento riuscì ad ottenere un colloquio con il Possessore di materia e gli espose il problema, consultarono testi, sentirono gli esperti ma alla fine pur consapevoli della grande stanchezza del Tempo concordarono che il Tempo non aveva nessuna possibilità di prendersi qualche giorno di riposo, nemmeno un istante gli poteva essere concesso perché ciò avrebbe comportato l'immobilità del Movimento, con conseguente sparizione totale di Materia e questo avrebbe fatto adirare non poco l'Essere universalmente supremo chiamato Spazio, poiché anch'egli avrebbe avuto dei grossissimi problemi, infatti, come sarebbe potuto sopravvivere lo Spazio senza il Tempo, anche se solo per un brevissimo istante, veramente inconcepibile, infatti, per fermare il Tempo si sarebbe dovuto prima fermare il Dio del movimento e ciò avrebbe causato la sparizione di materia e quindi la scomparsa dello spazio e più niente e nessuno avrebbe potuto rimettere in moto il tempo, cercarono di capire allora quale era la causa della stanchezza del tempo, fu così che scoprirono in un buco buio e profondo dell'universo un granellino talmente piccolo da essere sfuggito alla vista e al controllo delle leggi universali;  milioni di piccoli esseri avevano preso possesso di questo granello e sembravano non intenzionati a lasciarlo, anzi volevano addirittura espandere i loro possedimenti anche fuori di esso. La presenza di questi esseri variava la velocità naturale del tempo a tal punto da indebolire la forza del tempo stesso. Scoperta la causa si passò alla ricerca della risoluzione del problema, una soluzione rapida era quella di dare una spintarellina ad una pallina di fuoco che si trovava nei pressi del granello e sarebbe cosi in pochi secondi diventato cenere ma ciò non era in attinenza con le leggi universali poiché ogni briciola di materia piccola che fosse doveva muoversi secondo un disegno ben preciso che non poteva essere variato da nessuno, fu deciso allora di lasciare proprio tutto come stava, sarebbe stato infatti proprio il tempo stesso a vendicare i torti da lui subiti.

Troppo piccole le nostre braccia per abbracciare l’universo, il tempo dell’universo; Troppa corta la nostra mente, troppa breve la nostra vita. Sono milioni di miliardi gli esseri venuti prima di noi, ma forse chissà siamo sempre noi sempre gli stessi, sempre cenere, polvere che gira si sposta si muove si trasforma, ma siamo sempre noi, sempre uguali, senza verità, senza sapere, schiavi di una vita che non conosciamo. Costruzioni religiose di verità finte, come appoggio provvisorio, finchè non arriverà la vera verità, ne sono state costruite tante di tutte le forme e misure, architetti fantasiosi si sono sbizzarriti in tempi remoti e recenti. La finzione è l’unico modo conosciuto per appagare almeno un po’ il desiderio di sapere. Che sia un pericolo andare oltre? Forse è necessario prima crescere, maturare e poi sapere? Che la morte sia sapienza? O anch’essa è vita sotto forma diversa, o essa è parte della nostra vita in un disegno ancora più ampio?  Ritorno dalla polvere?  Ma fino a quando?

Enrico Bronzetti — (Scritto dopo l' undici settembre 2001)—  pubblicato su:

http://www.pedro.it/webs/spazioautori/autori/Sa173_BRONZETTI.htm


L'uomo che vuole rendersi utile per tutto l'essere umano ha una grande guerra da compiere e si sa tutte le guerre hanno le loro vittime, è necessario essere coscienti anche di questo, la guerra porterà inevitabilmente una diminuzione di benessere materiale, richiederà sacrifici e rinunce. La prima battaglia di questa grande guerra dovrà essere combattuta ognuno contro se stesso; è necessario combattere con tanta forza e coraggio il proprio egoismo fino in fondo, estirpandolo e su quel terreno vuoto sarà poi necessario rassodarlo per poterci piantare i semi dei grandi alberi dell'onestà, dell'umiltà, della sincerità; questi
alberi cresceranno, avranno foglie fiori e semi i quali faranno nascere altri alberi e quando ci sarà una foresta essa si unirà alla luce del sole, creerà ossigeno aria pura pulita, aria di onestà, aria di umiltà, e chi respirerà quest’ aria non avrà più bisogno di combattere, la guerra sarà finita essa sarà stata vinta da noi, esseri umani dotati di intelligenza, combattendo ognuno contro se stesso.

Un sabato sera in strada

Un sabato sera in cielo

Ascoltare... nuvole bianche che viaggiano in cielo

Chissà dove vanno

Chissà che faranno stasera

Nella sera più buia

si senton le stelle

parlare tra loro

come fossero sorelle

forse le nubi di notte

le vanno a trovare

si fanno un giretto

e si portan le stelle fin sul mare

e lì fan l’amore

sopra il cielo dei pesci che guardan curiosi

così nasce il vento

che poi muove il tempo

di noi umani  così noi suoniamo

così noi cantiamo

mossi dal tempo che quel vento  ha creato

venuto da nuvole bianche accoppiate con stelle

hanno fatto l’amore sulle onde del mare

con i pesci a guardare

han creato quel vento che dà vita al tempo

per noi umani e noi qui suoniamo

e noi qui viviamo siam sulla terra

ci basta una canzone per poi sognare

mentre ascoltiamo…

nuvole bianche che viaggiano in cielo

chissà dove vanno chissà che faranno, stasera.

 

Enrico    2004

Asfalti bagnati

Attenti a frenare

Asfalti bruciati

Non si può ritornare

 

Bagnati dai sangui

Dei sabato sera

Attenti alla vita

Non seguir la chimera

 

Attento all’asfalto

È tutto bagnato

Mamme con lacrime

l’hanno inzuppato

 

Tornando a casa quella mattina

c’erano fiori canzoni poesie

c’erano lacrime quelle d’amore

 

c’erano pianti di disperazione

e c’era li uno uscito da un fosso

poi c’era un altro che s’era un po’ rotto

poi c’ero io in fondo alla via

attento alla vita questa è la mia.

 

Enrico   2003

Gli scritti di Enrico

Un essere umano può rendere disumano se stesso, un animale non può farlo, ha ben altre cose da fare lui, o meglio ha un’unica cosa da fare, non ha tempo per le sciocchezze, un’animale selvaggio deve lottare ogni giorno per la sua sopravvivenza, solo i migliori riescono a sopravvivere, solo i migliori possono riprodursi portandosi di generazione in generazione a migliorare il loro istinto e la propria razza. Una cosa questa inesistente nella razza umana essa predilige miglioramenti materiali che nulla hanno a che vedere con la loro sopravvivenza: televisore a schermo piatto un sogno in gran moda al giorno d’oggi, una realtà fra qualche anno alla portata di tutti, telefonini che indicano il valore del possessore, se non hanno almeno una telecamerina non sei nessuno. Nessuno o pochissimi sogna di migliorare l’interno della propria persona per arrivare a far emergere in superfice almeno un po’ delle nostre elevatissime capacità interiori. Una lenta ma inesorabile decadenza in mezzo ad un benessere sempre più elevato e pericoloso, unito ad infinite lotte di potere, lotte non per la sopravvivenza dell’essere, ma bensì per ingordigia umana.

Un essere umano può rendere disumano se stesso,  un animale non può farlo.

UN SALUTO AL TEMPO         Enrico — 17 08 2008  h. 03.11

Il tempo nel corso di centinaia di secoli ha selezionato l’uomo,

ha salvato solo chi era dotato di una grande istintività votata alla sopravvivenza,

solo loro hanno avuto la possibilità di riprodursi.

Dopo migliaia di anni osserviamo il risultato:

Il forte istinto di sopravvivenza supera l’uomo stesso

Ci passa sopra

Lo calpesta

Lo usa per scaricare energia

L’uomo che supera l’uomo

Di corsa,

una corsa senza soste,

senza traguardi,

(senza speranze), dentro un tempo fatto di spazio creato da una materia che ha avuto energia dalla compressione della materia stessa. Finirà l’espansione e avrà inizio una nuova compressione, alla fine della quale ci sarà una nuova esplosione che lancerà materia e creerà nuovo spazio. Perciò il tempo è continuato, forse cambierà ritmo ma esso esiste sempre, solo il tempo è eterno senza inizio e senza fine, abita luoghi profondi piccolissimi e poi enormi spazi, fa un lungo viaggio poi torna indietro e poi via di nuovo a conquistare altro spazio. Un saluto al tempo, è (passato) di quà tantissimi secoli fa e fra tantissimi secoli ripasserà di qui per un altro suo ritorno , lo saluto ora, quando ritornerà da queste parti io credo forse non ci sarò più,   un saluto al tempo.

Il tempo è magia.    Le montagne emergono nel corso di decine centinaia di secoli dal basso,  si innalzano a migliaia di metri dal livello del mare.   Poi…  il sole, la pioggia, il gelo e il tempo, lasciano cadere qualche pezzetto di roccia, la forza di gravità li porta in basso assieme all’acqua piovana che si raccoglie in fossi, canali, e poi il fiume.  La forza dell’acqua che scorre trasporta con se pezzi di roccia, li trasforma in sassi arrotondati, lunghi, piatti, rotondi, mille forme venature e colori diversi, tutti i colori dell’iride sono presenti nei sassi.        La magia è compiuta.

Poi una mano raccoglie i sassi, li pulisce, ne ammira la bellezza, li incolla uno vicino all’altro, crea un vaso, un lampione, una fontana, un lastricato, una panca, un tavolo…  La natura ha fatto crescere una montagna poi…….   noi siamo qui da pochissimo, da un istante,  (l’universo e la natura sono nati molto prima di noi,)  noi tra un (istante) ce ne andremo…   la natura invece resterà ancora tanto tempo, servirà ai nostri figli, rispettiamo la natura essa è più grande, più longeva e più saggia di noi.

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